Eventi, feste e sagre

Gli eventi principali e cosa vedere a Santadi

Feste religiose, musei, attrazioni naturali: cosa non perdere nella visita alla cittadina dei "maurreddus", nel Basso Sulcis e a pochi Km dalla Costa Sud-Ovest della Sardegna

Tradizioni millenarie e natura selvaggia ed incontaminata contraddistinguono il paese di Santadi. La cittadina del Sulcis, famosa per il Matrimonio Mauritano, ha in serbo tra le cose da vedere diverse attrazioni culturali e per gli amanti della natura.

Famigerate le grotte di Is Zuddas. La monumentale opera naturale, presente nel territorio di Santadi, è visitata ogni anno da migliaia di persone grazie al richiamo delle sue suggestive stalattiti, stalagmiti, colonne e, ancor di più, per le varie sale che compongono le grotte. Lunga circa 1600 metri, ha la particolarità di ospitare le aragoniti, bellissimi minerali che sembrano non rispondere alla gravità, crescendo in tutte le direzioni.

Le grotte di Su Benatzu, poi, sono state una scoperta eccezionale anche dal punto di vista archeologico: al loro interno, infatti, sono stati rinvenuti manufatti dell'epoca nuragica, tantissimi utensili e oggetti che hanno, poi, permesso l'apertura del Museo Archeologico di Santadi, il quale li ospita in una esposizione unica e imperdibile. Le grotte venivano utilizzate dai nuragici per il culto delle acque sotterranee.

Passando agli eventi, nel mese di settembre viene celebrato san Nicolò, il patrono di Santadi. Per l'occasione sono diversi i giorni di festa, dove l'ambiente musicale si anima grazie a concerti ed esibizioni.

Sa Coia Maurreddina, il Matrimonio Mauritano, è l'evento principale di tutto l'anno di Santadi. Il rito vede due sposi vestiti in abiti tradizionali del paese sfilare su un carro trainato dai buoi per le vie del centro. I carri - sia quello della sposa, che dello sposo - sono addobbati seguendo la tradizione contadina del paese. Il Matrimonio Mauritano è stato ripreso nel 1968 e da allora, senza soluzione di continuità, viene riproposto. Il suo nome deriva dalla mescolanza degli abitanti locali con i popoli nord africani che, negli anni 1000, si insediarono nel sud Sardegna: chiamati moros, questo termine si è poi esteso agli abitanti dell’area, i maurreddus.


Nella foto: stalattiti delle grotte Is Zuddas di Santadi (Iglesiente, Sardegna Sud-Ovest).

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