Santadi e dintorni

Santadi, il borgo del Matrimonio Mauritano

Il mese di agosto è dedicato all'antico rito, che segna inevitabilmente il calendario degli eventi del paese del basso Sulcis

Circa 3500 abitanti, una località a pochi chilometri dalle meravigliose spiagge di Teulada e della Sardegna occidentale, tanta storia e natura incontaminata circostante: così si può brevemente descrivere Santadi. La cittadina del basso Sulcis conosce gli insediamenti umani da vari millenni, e a riprova di ciò sono stati importantissimi i ritrovamenti dell'epoca nuragica all'interno delle grotte di Su Benatzu. Al suo interno un tempietto dove gli antichi abitanti dell'area praticavano il culto delle acque: hanno lasciato in dono numerosi oggetti, che oggi sono esposti presso il Museo Archeologico di Santadi.

Presso la chiesa di San Nicolò vengono celebrati i festeggiamenti per il patrono: il mese di settembre è, infatti, dedicato alle feste per il santo, con musica e balli. La chiesa di San Nicolò è stata edificata nel ‘700, con varie modifiche nel corso degli anni, ultima delle quali il campanile: a rischio crollo quello originale degli anni ’30, è stato poi ricostruito dopo la seconda guerra mondiale.

Ma è con il Matrimonio Mauritano, nel mese di agosto, che Santadi dà il meglio di sé: la prima domenica del mese, infatti, due sposi si sottopongono all'antico rituale, ripreso alla fine degli anni '60. Per l'occasione grandi feste in paese: tra colori, musica e balli, gli sposi vengono festeggiati nel migliore dei modi sia con l'addobbo dei carri che li trasportano per le vie del centro, che attraverso il suono delle launeddas, strumento musicale tradizione in Sardegna. Al termine del matrimonio si seguono diversi rituali, quali l'offerta di un bicchiere d'acqua agli sposi da parte delle madri, e la rottura dei piatti, in segno di buon auspicio per il futuro.


Nella foto: veduta di Santadi (Sardegna Sud-Ovest, Iglesiente). Da monumentiaperti.com.

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