Santadi e dintorni

Il Museo Archeologico di Santadi: inestimabili opere del periodo nuragico

Le grotte naturali presenti nell'area di Santadi (Sud-Ovest Sardegna, Basso Sulcis) hanno conservato per millenni reperti archeologici dal valore altissimo, scoperti negli anni '60 e ora esposti al pubblico nel Museo Civico Archeologico della cittadina

La millenaria storia della civiltà nuragica non smette di sorprendere studiosi e archeologi che, in momenti ripetuti nel corso degli anni, realizzano scoperte inestimabili e quasi magiche. Come quella avvenuta negli anni '60 nella grotta di Su Benatzu, al cui interno è stato trovato un vero e proprio tempio nuragico. Sembra incredibile, eppure in questo tempio ipogeico sono stati rinvenuti migliaia di reperti dell'epoca nuragica, risalenti all'età del bronzo. Al suo interno si svolgevano i riti legati al culto delle acque sotterranee. Una stalagmite veniva utilizzata come altare, e nel pozzetto d'acqua ai suoi piedi sono stati ritrovati i vari manufatti nuragici: pugnali, spade, bracciali, anelli, collane, utensili domestici, oggetti in metallo oggi conservati nel Museo Archeologico di Santadi.

A quasi 100 metri di profondità, nella grotta di Su Benatzu è presente quella chiamata Sala del Tesoro, dove su più cumuli e seminascosti sono stati ritrovati, oltre agli oggetti metallici, anche manufatti ceramici, ornamenti, e talismani. Accanto all'altare, poi, c'era il focolare, usato per i sacrifici legati al culto.

Il Museo Archeologico di Santadi, che ospita i reperti della grotta di Su Benatzu, è suddiviso in tre sale - A, B, C - e il percorso segue l'ordine cronologico, con l'esposizione degli oggetti rinvenuti. Grande importanza viene data ai materiali significativi, come le ceramiche del villaggio di San Michele, i pugnali in rame e bronzo rinvenuti nella località di Montessu, i vasi di Su Benatzu e i corredi funerari della necropoli punica di Pani Loriga.

Il museo è stato inaugurato del 2001, dopo anni d'attesa nei quali i reperti rinvenuti nel territorio di Santadi vennero ospitati nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e nella Villa Sulcis di Carbonia. Poi, finalmente, Santadi ha potuto riabbracciare le opere nuragiche, di forte richiamo turistico e non solo.


Nella foto: olla globulare con orlo appiattito restaurata proveniente da Montessu, civiltà nuragica, esposta all'interno del Museo Civico Archeologico di Santadi (Sud-Ovest Sardegna, Iglesiente). Da museoarcheologicosantadi.it.

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